Quando compri un'auto usata da un rivenditore, la legge ti tutela anche senza che tu chieda nulla. La garanzia legale di conformità è obbligatoria, la deve il venditore professionale e non si può togliere con una firma. Vediamo quanto dura, cosa copre davvero e come farla valere.
La garanzia legale di conformità è l'obbligo, previsto dal Codice del Consumo, per cui chi vende un'auto usata come professionista risponde dei difetti già presenti alla consegna. Dura di norma 24 mesi, riducibili a non meno di 12 per l'usato con patto scritto. Non copre l'usura normale ed è irrinunciabile.
È la tutela prevista dal Codice del Consumo (D.Lgs 206/2005) che obbliga il venditore professionale a consegnarti un'auto conforme al contratto e priva di difetti già esistenti al momento della consegna. Vale solo quando compri da un'azienda o da un concessionario, non tra privati, ed è automatica: non devi pagarla né richiederla.
In pratica la garanzia legale dice una cosa semplice: l'auto che ricevi deve corrispondere a quella promessa e funzionare come ci si aspetta da una vettura di quell'età e chilometraggio. Non è un servizio che il venditore ti concede per cortesia. È un diritto scritto nella legge, e per questo il rivenditore non può escluderlo con una clausola del contratto o con la formula «venduta come vista», che invece funziona tra privati.
La riforma del 2021 (D.Lgs 170/2021), che ha recepito la direttiva europea sulla vendita di beni, ha riscritto gli articoli 128 e seguenti del Codice del Consumo. Da allora il difetto rilevante si chiama «difetto di conformità» e comprende sia i guasti veri e propri sia il caso in cui l'auto non ha le caratteristiche dichiarate: un optional che manca, una dotazione promessa e assente, dati tecnici diversi da quelli pattuiti.
La durata ordinaria è di 24 mesi dalla consegna, come per il nuovo. Sull'usato, però, venditore e acquirente possono concordare per iscritto un termine più breve, che la legge non consente di ridurre sotto i 12 mesi. Senza un patto scritto e accettato, resta valida la durata piena di due anni.
La differenza con l'auto nuova sta proprio qui. Sul nuovo i 24 mesi sono la regola fissa. Sull'usato il Codice del Consumo (art. 133) apre alla possibilità di accorciare il periodo, ma pone un pavimento: mai meno di un anno. Il taglio non è automatico e non basta stamparlo in piccolo: deve risultare da un accordo chiaro tra le parti, di solito una clausola specifica nel contratto di vendita che tu accetti firmando.
Controlla sempre questo punto prima di firmare. Se nel contratto non c'è nessuna riduzione, hai due anni pieni. Se c'è, verifica che il termine indicato non scenda sotto i dodici mesi: una clausola che scrivesse «garanzia 6 mesi» sarebbe nulla nella parte che va oltre il limite di legge, e resterebbe fermo il minimo di un anno. Da Style Motor la copertura sulle vetture in stock è di 12 mesi inclusa nel prezzo; trovi le condizioni nella pagina garanzie.
Copre i difetti di conformità presenti alla consegna: guasti meccanici o elettronici non dichiarati, dotazioni mancanti, caratteristiche diverse da quelle pattuite. Non copre l'usura normale legata all'età e ai chilometri, i danni causati da te dopo l'acquisto, la manutenzione ordinaria e i difetti che il venditore ti aveva segnalato e che hai accettato.
La linea di confine è il concetto di «conformità». Un'auto usata non deve essere perfetta come appena uscita dalla fabbrica: deve essere conforme a quella che hai comprato, tenuto conto dell'età e della percorrenza. Se una frizione cede dopo pochi giorni per un difetto che c'era già, sei coperto. Se le pastiglie dei freni si consumano dopo mesi d'uso, no: è usura fisiologica, non un difetto.
Restano fuori anche i difetti dichiarati. Se il venditore ti scrive nel contratto che il climatizzatore non raffredda bene e tu compri lo stesso, non potrai poi lamentarti di quel problema: lo conoscevi e lo hai accettato nel prezzo. Per questo la trasparenza del rivenditore, con lo stato reale dell'auto messo per iscritto, tutela entrambi. Rientrano invece nella garanzia i vizi nascosti che una persona normale non poteva notare durante la prova su strada e l'esame dei documenti.
Per un periodo iniziale dalla consegna la legge presume che il difetto ci fosse già: tocca al venditore provare il contrario. Con la riforma del D.Lgs 170/2021 questo periodo di presunzione è salito a un anno. Dopo, sei tu a dover dimostrare che il problema era preesistente, ad esempio con una perizia.
È una delle novità più utili per chi compra. Prima della riforma la presunzione durava sei mesi; oggi, per i contratti più recenti, copre i primi dodici mesi dalla consegna. Nella pratica significa che se un difetto di conformità salta fuori entro quel periodo, non devi ingaggiare un perito per dimostrare che c'era già: si dà per scontato, salvo che il venditore riesca a provare che il guasto dipende dall'uso che ne hai fatto o da un evento successivo alla consegna.
Superato il primo anno, l'onere si ribalta su di te. Da quel momento, se contesti un difetto, devi essere tu a dimostrare che era presente alla consegna e non frutto dell'usura o di un uso improprio. Qui una diagnosi di officina o una perizia tecnica diventano lo strumento con cui sostieni la richiesta. Per questo conviene segnalare i problemi appena li noti, mettendo tutto per iscritto e conservando le date.
Prima puoi chiedere la riparazione oppure la sostituzione dell'auto, a tua scelta e senza spese, purché il rimedio non sia impossibile o sproporzionato. Solo se questi non risolvono, arrivano se necessario in un tempo ragionevole o creano notevoli disagi, puoi passare alla riduzione del prezzo o alla risoluzione del contratto con la restituzione di quanto pagato.
Il Codice del Consumo fissa una scala. I rimedi «primari» sono il ripristino della conformità: la riparazione o la sostituzione, entrambe gratuite, comprese le spese di trasporto e manodopera. Su un'auto usata la sostituzione è spesso poco realistica, perché ogni veicolo è unico per chilometri e storia, quindi in genere si procede con la riparazione. Il venditore deve intervenire entro un tempo ragionevole e senza crearti disagi eccessivi.
Se la riparazione non riesce, il difetto si ripresenta, i tempi si allungano oltre il ragionevole o l'intervento comporta un disturbo notevole, scattano i rimedi «secondari»: la riduzione del prezzo, proporzionata al minor valore dell'auto, oppure la risoluzione del contratto, con la restituzione del prezzo a fronte della riconsegna del veicolo. Per i difetti di lieve entità la risoluzione è esclusa: la legge non ti fa annullare l'acquisto per un problema piccolo e facilmente risolvibile.
Sui tempi di segnalazione è cambiato molto. Il vecchio obbligo di denunciare il difetto entro due mesi dalla scoperta è stato eliminato dalla riforma: oggi basta far valere il diritto entro i termini di legge, senza quella scadenza rigida. Resta comunque saggio segnalare per iscritto appena noti il problema, sia per fermare l'orologio della prescrizione sia per sfruttare il primo anno in cui la presunzione gioca a tuo favore.
La garanzia legale è obbligatoria, gratuita e prevista dalla legge: il venditore la deve sempre. La garanzia convenzionale (o commerciale) è facoltativa: la offrono venditore o casa costruttrice in aggiunta, spesso come estensione a pagamento con condizioni proprie. La convenzionale non sostituisce quella legale, si somma: i tuoi diritti minimi restano quelli di legge.
Sono due cose distinte che spesso vengono confuse. La garanzia legale nasce dal Codice del Consumo e non costa nulla in più: è già compresa nel fatto stesso di comprare da un professionista. La convenzionale è un contratto aggiuntivo, con durata, coperture ed esclusioni decise da chi la propone. Può coprire componenti specifici (motore, cambio, elettronica), avere massimali, franchigie e una rete di officine convenzionate.
Il punto da ricordare: la garanzia convenzionale non può peggiorare i tuoi diritti di legge, può solo aggiungerne. Se un'estensione durasse 12 mesi ma tu avessi ancora garanzia legale attiva, potresti comunque appoggiarti a quest'ultima. Prima di pagare per un'estensione, leggi cosa copre davvero e confrontala con la tutela che già hai. La nostra pagina garanzie spiega cosa è incluso sulle auto in stock.
| Aspetto | Garanzia legale | Garanzia convenzionale |
|---|---|---|
| Obbligatoria | Sì, sempre da venditore professionale | No, facoltativa |
| Costo | Gratuita, inclusa | Spesso a pagamento |
| Durata usato | 24 mesi, riducibili a non meno di 12 | Stabilita dal contratto |
| Cosa copre | Difetti presenti alla consegna | Componenti e condizioni definiti dall'offerta |
| Rinunciabile | No, irrinunciabile | La sottoscrivi se vuoi |
Le condizioni della garanzia convenzionale variano da offerta a offerta: leggi sempre il documento specifico prima di sottoscriverla.
No. La garanzia legale di conformità del Codice del Consumo si applica solo se vendi come professionista. Tra due privati vale la garanzia per vizi del Codice Civile, più debole e per legge escludibile: molte vendite tra privati avvengono «come viste», cioè senza alcuna copertura sui difetti che scopri dopo.
È la differenza pratica più importante quando scegli dove comprare. Il privato che ti vende la sua auto non è tenuto alla garanzia legale di conformità: risponde solo dei vizi occulti secondo il Codice Civile (art. 1490 e seguenti), una tutela più ristretta, con tempi di denuncia stretti e, soprattutto, che le parti possono escludere del tutto per accordo. La clausola «venduta come vista e piaciuta» ha proprio questo effetto: chiude la porta a reclami successivi, salvo il caso in cui il venditore ti abbia nascosto un difetto in malafede.
Comprando da un rivenditore, invece, la garanzia legale c'è per forza e non si può togliere. È uno dei motivi per cui, a parità di auto, il canale professionale dà più sicurezza: oltre alla copertura di legge, di solito trovi controlli sui documenti, chilometri verificati e la possibilità di far valere i tuoi diritti presso una sede fisica. Nel nostro catalogo ci sono 87 vetture certificate da € 7.000, con garanzia di 12 mesi inclusa.
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No. Quando vendi come professionista, la garanzia legale di conformità è irrinunciabile: una clausola che la escludesse sarebbe nulla. L'unica cosa consentita sull'usato è ridurne la durata con patto scritto e accettato, ma mai sotto i 12 mesi. Se un contratto tenta di azzerare la garanzia, quella parte non ha valore.
Non più. La riforma del D.Lgs 170/2021 ha eliminato l'obbligo di denunciare il difetto entro due mesi dalla scoperta. Oggi basta far valere il diritto nei termini di legge. Resta comunque una buona idea segnalare per iscritto appena noti il problema: sfrutti il primo anno in cui il difetto si presume preesistente e fermi i termini.
In generale no. Pastiglie, dischi, pneumatici e frizione sono soggetti a consumo con l'uso: la loro usura normale non è un difetto di conformità. La garanzia interviene se quei componenti presentavano un difetto già alla consegna, non se si consumano fisiologicamente con i chilometri. Anche la manutenzione ordinaria resta a carico tuo.
Non subito. Prima hai diritto alla riparazione o alla sostituzione gratuite. Solo se questi rimedi non risolvono, arrivano oltre un tempo ragionevole o comportano notevoli disagi puoi chiedere la riduzione del prezzo o la risoluzione del contratto, con restituzione di quanto pagato. Per i difetti di lieve entità la risoluzione non è ammessa.
Solo quella, più limitata, del Codice Civile sui vizi occulti, che il venditore privato può però escludere con la formula «venduta come vista». In quel caso, salvo malafede, non hai copertura sui difetti scoperti dopo. La garanzia legale di conformità vale invece solo quando compri da un venditore professionale.
Fonti ufficiali: Codice del Consumo – D.Lgs 206/2005, artt. 128-135 (Normattiva) · D.Lgs 170/2021 (Normattiva) · Commissione europea – Your Europe: garanzie sulle merci. La durata può essere ridotta per l'usato con patto scritto (non sotto i 12 mesi): verifica sempre il tuo contratto. Approfondimenti Style Motor: la nostra garanzia · auto disponibili.