La revisione dice se un’auto può circolare in sicurezza. Su un’usata è una delle prime cose da controllare: sapere quando scade, cosa guardano al centro e come leggere la storia delle revisioni ti evita una sorpresa dopo l’acquisto.
La prima revisione di un’auto nuova scade dopo 4 anni dall’immatricolazione, poi si ripete ogni 2 anni. Al centro controllano freni, luci, gomme, sospensioni, sterzo ed emissioni. Prima di comprare un’usata, verifica l’ultima revisione sul libretto e sul Portale dell’Automobilista con la targa.
Un’auto immatricolata da nuova va a revisione la prima volta entro 4 anni dalla data di immatricolazione. Da lì in poi si ripete ogni 2 anni. La scadenza cade nel mese di prima immatricolazione: se l’auto è di marzo, la revisione va fatta entro fine marzo dell’anno previsto.
La regola vale per le automobili fino a 3,5 tonnellate e per la maggior parte dei veicoli a uso privato. Un’utilitaria del 2021 immatricolata a marzo fa la prima revisione entro marzo 2025, poi marzo 2027, poi marzo 2029, e così via. Non arriva nessuna raccomandata di promemoria: la scadenza la devi tenere a mente tu, ed è scritta sulla carta di circolazione insieme ai timbri delle revisioni già fatte.
Ci sono categorie con cadenza diversa. Taxi, auto a noleggio con conducente, ambulanze e i veicoli adibiti al trasporto di persone con più di nove posti seguono un calendario più stretto, di norma annuale. Per un’usata “normale” comprata per uso privato, invece, il ritmo resta quello dei 4 anni più 2.
Alla revisione verificano i sistemi che incidono su sicurezza e ambiente: freni, sterzo, sospensioni, pneumatici, luci e dispositivi di segnalazione, cinture, telaio e carrozzeria, oltre alle emissioni allo scarico. Se un elemento è fuori tolleranza l’esito è “ripetere” o “sospeso” e il difetto va sistemato.
Il controllo dura in genere venti-trenta minuti e non smonta nulla: è un’ispezione visiva e strumentale. Sul banco a rulli misurano la frenata ruota per ruota, con la prova gas leggono i valori allo scarico (CO per i benzina, opacità del fumo per i diesel), al banco luci regolano l’altezza dei fari. Il resto lo guarda l’operatore: giochi nelle sospensioni, usura delle gomme, integrità di cinture e airbag, corrosione del pianale.
| Sistema | Cosa verificano | Perché conta su un’usata |
|---|---|---|
| Freni | Efficienza sul banco a rulli, squilibrio tra le ruote, freno di stazionamento | Dischi e pastiglie consumati fanno “ripetere”: sono una spesa da mettere in conto |
| Emissioni | CO e lambda sui benzina, opacità dei gas di scarico sui diesel | Un diesel che fuma segnala EGR, FAP o iniezione da sistemare |
| Pneumatici | Profondità del battistrada, usura irregolare, misura corretta | Usura a spigolo tradisce assetto o ammortizzatori stanchi |
| Luci e segnalazione | Fari, frecce, stop, retronebbia, orientamento degli anabbaglianti | Difetti banali ma frequenti: si sistemano prima dell’acquisto |
| Sospensioni e sterzo | Giochi, perdite dagli ammortizzatori, stato di braccetti e testine | Un “gioco” allo sterzo è un difetto che può bocciare |
| Telaio e carrozzeria | Corrosione del pianale, parti taglienti, ancoraggi delle cinture | La ruggine strutturale è il difetto più costoso da recuperare |
Elenco indicativo delle macro-aree; le voci esatte e le tolleranze sono quelle della direttiva europea recepita dal Ministero. Fonte: Portale dell’Automobilista.
L’esito non è solo bianco o nero. Il verbale distingue difetti “lievi”, “gravi” e “pericolosi”: con un difetto lieve la revisione passa lo stesso, con uno grave o pericoloso l’esito è sospeso e devi tornare dopo la riparazione. Ecco perché, su un’auto in vendita, chiedere l’ultimo verbale (o almeno la data e l’esito) dice più di mille parole sullo stato meccanico.
Presso un centro privato autorizzato la revisione costa intorno a 79 euro. La tariffa base fissata dal decreto ministeriale è 54,95 euro, a cui si aggiungono IVA al 22%, i diritti della Motorizzazione e la commissione del bollettino. Alla Motorizzazione pubblica si spende meno, circa 45 euro, ma con tempi d’attesa lunghi.
La cifra di 54,95 euro come tariffa base viene dal decreto del 2021 ed è uguale in tutta Italia: un centro non può far pagare la prestazione meno di così. Sommando IVA e diritti si arriva a circa 79 euro totali nei centri privati (le officine autorizzate con l’insegna dell’ispezione periodica dei veicoli). È in discussione un aumento della tariffa, ma finché non esce il decreto attuativo del Ministero resta valido l’importo attuale: prima di dare per scontata una cifra più alta, conviene verificarla sulla fonte ufficiale.
Attenzione a non confondere revisione e tagliando. La revisione è il controllo obbligatorio per legge sulla sicurezza; il tagliando è la manutenzione periodica (olio, filtri, candele) che decide il costruttore. Sono due spese diverse: se compri da un privato, chiedi sempre entrambe le date, perché una revisione fresca non garantisce che il tagliando sia in regola.
Circolare con la revisione scaduta è una violazione del Codice della Strada: la sanzione va da circa 173 a 694 euro e il veicolo viene sospeso dalla circolazione finché non superi una nuova revisione. In caso di recidiva la multa aumenta. L’auto può comunque essere portata al centro per la revisione.
La sospensione dalla circolazione è la parte che pesa di più: non è solo una multa, è il divieto di usare l’auto finché non la rimetti in regola. In pratica, con la revisione scaduta puoi muoverti soltanto per raggiungere il centro dove farla, meglio se con una prenotazione a supporto. Sul fronte assicurativo, in caso di sinistro con revisione scaduta la compagnia paga i danni ai terzi ma può poi rivalersi su di te: un rischio economico che va molto oltre la multa.
Il punto delicato per chi compra: la responsabilità segue chi guida e chi è intestatario nel momento del controllo su strada. Se acquisti un’auto con la revisione già scaduta e la porti a casa su strada, il rischio è tuo. Per questo la data di revisione va verificata prima di firmare, non dopo.
Guarda la carta di circolazione: sul retro (o sull’etichetta adesiva) sono timbrate le revisioni con data ed esito. Poi controlla online sul Portale dell’Automobilista del Ministero: inserendo la targa vedi la data dell’ultima revisione registrata. Le due fonti devono coincidere.
Il libretto ti dà la storia: una sequenza di revisioni regolari, tutte con esito positivo, è il segnale di un’auto seguita. Un buco di un anno o un “ripetere” nel passato non sono per forza un problema, ma sono domande da fare. Il controllo sulla banca dati pubblica serve a incrociare: se il venditore dice che la revisione è dell’anno scorso ma il sistema del Ministero non la registra, qualcosa non torna.
Con la sola targa puoi ricostruire parecchio: oltre alla revisione, sul Portale dell’Automobilista trovi la copertura assicurativa e, tramite la visura, eventuali fermi amministrativi o gravami sul veicolo. È lo stesso metodo che spieghiamo nella guida su cosa controllare prima di comprare un’auto usata e in quella sul fermo amministrativo. Se hai un dubbio meccanico, una revisione in scadenza è anche l’occasione per passare da un’officina di fiducia e far dare un’occhiata a freni e gomme.
Non c’è un obbligo di legge su chi la paga: dipende dagli accordi. Comprando da un rivenditore serio l’auto ti arriva con revisione valida, senza costi aggiuntivi a tuo carico. Da un privato, se scade a breve, il costo ricade su di te: tienilo presente nella trattativa sul prezzo.
Nel commercio professionale la prassi è consegnare l’auto pronta all’uso: revisione in ordine, passaggio di proprietà curato e vettura controllata. Da noi ogni vettura passa da 169 controlli prima di essere messa in vendita, con revisione in regola alla consegna. Al momento in catalogo trovi 87 vetture certificate a partire da € 7.000: il prezzo che vedi è quello di un’auto pronta a circolare, non di una da rimettere in regola.
Vuoi un’usata già in regola, senza pensieri sulla revisione?
Ogni vettura in stock passa dai 169 controlli, con garanzia di 12 mesi inclusa e revisione valida alla consegna.
Vedi le auto disponibiliLa data è timbrata sulla carta di circolazione, di solito sul retro o su un’etichetta adesiva applicata dal centro. In alternativa la controlli online sul Portale dell’Automobilista del Ministero inserendo la targa: il sistema mostra la data dell’ultima revisione registrata. La scadenza cade nel mese di prima immatricolazione dell’auto.
Sì. La revisione è valida per tutto il mese di scadenza: se scade a marzo, puoi circolare fino al 31 marzo. Dal mese successivo, senza una revisione nuova, l’auto risulta scaduta e non può più circolare se non per raggiungere il centro dove effettuarla.
In un centro privato autorizzato costa intorno a 79 euro: 54,95 euro di tariffa base fissata per legge, più IVA al 22%, diritti della Motorizzazione e commissione del bollettino. Alla Motorizzazione pubblica si spende meno, circa 45 euro, ma con liste d’attesa lunghe. La tariffa base è uguale in tutta Italia.
Devi rifarla prima di usarla normalmente: finché è scaduta l’auto è sospesa dalla circolazione e puoi muoverti solo per portarla al centro. Se ti fermano su strada la sanzione va da circa 173 a 694 euro. Da un privato il costo e il rischio sono a tuo carico: mettilo in conto nel prezzo. Da un rivenditore l’auto ti arriva già in regola.
No. La revisione certifica i requisiti minimi di sicurezza ed emissioni in quel giorno, non lo stato generale della meccanica: frizione, distribuzione, batteria e centraline non rientrano nel controllo. Per l’usato resta utile far vedere l’auto a un’officina di fiducia e verificare il tagliando, che è una cosa diversa dalla revisione.
Guide correlate
Fonti ufficiali: Portale dell’Automobilista (MIT), Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ACI. Tariffe e sanzioni indicative, aggiornate ad agosto 2026: verifica sempre l’importo vigente sulla fonte ufficiale. Approfondimenti Style Motor: tutte le guide · auto disponibili.